Un foglio bianco

"Avere un foglio di carta bianca appresso è stato per me sempre la mia forza, una finestra aperta sulla libertà"

Valeria Costa

La

parabola della vita umana

"Oltra alla Valeria scenografa, che ha operato con fertile estro, sino al 1962, in sinergia con il fratello Orazio Costa, grande Maestro del teatro italiano del Novecento; oltre alla Valeria pittrice che ha sempre amato creare privatissime, libere composizioni pittoriche nei modi più originali e svariati - che difficilmente si lasciano etichettare, tranne che per punti di contatto e affinità al limite del caso, con il nome dei movimenti artistici del nostro tempo (dall'Espressionismo all'Iperrealismo dall'Astrattismo alla pittura primitiva) -  ecco la Valeria più leggera e divertita, che in curiose istantanee sa ritrarre la parabola umana attraverso lo sguardo lungimirante e approfondito dell'ironia

Tiziana Sabuzi Giuliani

"Vittoria dell'ironia, ovvero di quella così particolare 'intelligenza del reale' che aiuta a superare gli inconvenienti e a smorzare i toni delle piccole tragedie di ogni giorno come dei grandi drammi cosmici. Ma anche a vivere con disincanto e un pizzico di distacco sentimenti di per  esaltanti come l'amore. O a guardare senza riprovazione, anzi con affettuosa empatia, la miseria propria e altrui.

 

Ironia è una delle cifre di lettura che percorrono l'opera pittorica di Valeria Costa, abile nella regia del colore e dell'astratto così come nell'architettura sapiente del segno forte, scultoreo, o nella calligrafica pazienza del fine tratteggio.

Tiziana Sabuzi Giuliani

Valeria Costa

"Compagnia di voci soffuse" 

matita su carta, metà anni '80,

parte della serie di disegni Potere della TV

pubblicato nel libro "Elogio dell'Ironia" con testi a cura di Tiziana Sabuzi Giuliani, Galleria Trimarchi Arte Moderna (1995)

Valeria Costa, "Usi e costumi cambiano", matita su carta metà anni '80, pubblicati nel libro "Elogio dell'Ironia" con testi a cura di Tiziana Sabuzi Giuliani, pubblicato da Galleria Trimarchi Arte Moderna (1995)

Ritratti

"Preziosi, dall'essenzialità del segno (spesso un semplice tratto di matita) emergono volti che sanno raccontare, in uno sguardo, la loro storia. Volti amati, dall'espressione intensa; facce di sconosciuti, profili e scorci quasi mai solo imitativi, ma evocatori di ombre nascoste, di attese, di interrogativi. Questo è il ritratto secondo Valeria: mistero della personalità che affiora nel contorno di un segno o che spicca nello scenario di toni scaturiti da intimità segrete. Il talento ritrattistico della Costa testimonia il suo lato più umano: il saper 'incontrare' l'altro (...)"

 

Tiziana Sabuzi Giuliani  

Valeria Costa

"Autoritratto" 

inchiostro su carta,

seconda metà degli anni '40,

dimensioni 20x30cm

Un'arte che è nata dal viaggio

"(...) La nostra artista ha viaggiato molto e molto ha registrato dei suoi viaggi, ma non la si può definire artista legata all'occasionalità degli incontri e alle suggestioni immediate dell'attualità. Per lei l'opera d'arte è pur sempre una proiezione di carattere universale in cui il pittore entra in consonanza con una realtà che non è quella della vita quotidiana ma è quella perenne delle cose della natura. 

 

L'artista crede intimamente che nelle sembianze della Natura tutto è già presente e conoscibile e quindi, poi, esprimibile nell'opera d'arte. Il pittore è quindi semplicemente un individuo che ha la fortuna di percepire e captare questa verità, nel contempo ovvia e difficilissima da intendere e da far intendere. Nell'ambito di questa mediazione si origina l'opera d'arte. 

 

 Così le impressioni ricevute da certi luoghi cruciali della terra, dove l'autrice ha soggiornato, spesso ripetutamente, come in Africa, Messico, Brasile, sono state trasfigurate e sono divenute materiale visivo per l'edificazione di dipinti successivi. Entro certi limiti, dunque, un'arte che è nata dal viaggio e si è sostanziata dell'idea stessa del viaggio, ma con la costante intenzione di tradurre le immagini apprese dalla contemplazione della natura in vere e proprie  costruzioni figurative, edifici autonomi difficilmente concepii quali riproduzioni di cose viste, ma pesanti e realizzati come fatti visivi autonomi, che valgono in se stessi."

 

Claudio Strinati 

I lavori su carta

La collezione del Fondo VCPHF conserva oltre duemila opere su carta realizzate dall'artista nel corso di quasi sessant'anni.  Disegni figurativi e astratti, realizzati a matita, penna biro, pennarello, carboncino, acquarello. 

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