Mitologia e creature fantastiche   

"Nello spazio della rievocazione mitologica grande evidenza assumono le figure delle Arpie, trattate con insistita rielaborazione. Definite da linee larghe , continue, condotte con semplice purezza ma con un senso di allucinazione visiva che oscilla tra il grottesco, il tragico e l'ironico, senza che questi fattori possano essere separati con una netta linea di demarcazione, queste Arpie sono tra le figure più affascinanti e singolari concepite dalla fantasia di Valeria." 

Claudi Strinati

"Tutte le immagini mitologiche della Costa lasciano intravedere, pur con le esplicite differenze, l'idea di una cultura primordiale e misteriosa, presupposta, del resto, da qualunque concezione mitologica. Così Danae appare come una figura terribile, quasi straziata e si apparenta, visivamente con le immagini, pure crudamente totemiche delle Parche, delle Sibille, dell'Idra, dello stesso Narciso. Fino a culminare nell'immagine, in cui traspare una ideale consonanza con analoghe figurazioni "magiche" del grande Klee, della Spada di Damocle.

 

L'idea ecumenica, universalistica, che tende a vedere tutto il mondo religioso sotto un unico comune denominatore formale e spirituale, torna a manifestarsi nella descrizione del mondo del mito come se venissero amalgamate insieme suggestioni visive provenienti da culture apparentemente lontanissime l'una dall'altra, come il mondo della Grecia antica, quello arcano e conturbante delle civiltà precolombiane, quello aspro e irto di miti delle civiltà africane". 

Claudio Strinati

La produzione neo-surrealista

Chère imagination, ce que j'aime surtout en toi, c'est que tu ne pardonnes pas.

 

André Breton

La fascinazione per la pittura e per il segno automatico e il ricorso a forme ed immagini dell'inconscio caratterizzano un po' tutta la produzione artistica di Valeria Costa, ma c'è un filone di opere in cui tutti questi caratteri sono particolarmente evidenti tanto da poter parlare di un vero e proprio filone neo-surrealista. 

Incubi e immagini dell'inconscio

Le urla disperate alla luna, gli alberi confronti e dolenti, le figure disperate che si abbracciano e sembrano volersi reciprocamente proteggere come i veri naufraghi del tempo, i vecchi tristi in solitarie meditazioni, le foglie secche, l'angelo, i totem, i mostri e gli immani feticci femminili, i silenzi della notte, le fughe a precipizio di esseri minacciati e martoriati, sono altrettante espressioni di un disincanto  sostanziale del lavoro dell'artista rispetto ai grandi temi che costituiscono la sostanza stessa dell'opera

Claudio Strinati 

Visioni

dell'apocalisse

"Nella produzione raccolta sotto la dicitura 'Biblica', temi come quelli dell'Albero della Vita e delle Tentazioni, sono trattati dall'artista come se scaturissero da matrici ancestrali di un mondo che oscilla tra le immagini apocalittiche della tradizione ebraica e quelle altrettanto variopinte e sorprendenti delle figure incaiche". 

Claudio Strinati

Valeria Costa

Babilonia Brucia

olio si tela, 70x50cm

intorno alla metà degli anni '80

"L'idra dalle sette teste, è un tema ricorrente di Valeria Costa, ma a differenza dell'analogo serpente di Niki de Saint Phalle - 'tu sei il mio serpente' titolava l'artista francese - così nutrito dell'immaginario femminile, con i suoi contenuti di terrore inconscio, il rettile mitologico di Valeria è smitizzato, e l'artista riesce in certo qualmodo ad esorcizzarne il potere arcano e malefico. Ma ciò che più conta, la Costa, nelle sue versioni di questo tema, trae il massimo diletto dalle infinite possibilità cromatiche che quel mitico animale offre alla sua vivida immaginazione"

 

Paola Watts

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